L’ossessivo di Giulio De Santis – Psicologo a Milano – Bologna – San Benedetto del Tronto

thinker-1602201_1920L’ossessivo è colui che in genere crede di essere un gran pensatore e si considera un gran filosofo, fino ad un punto in cui il suo filosofeggiare sfocia in un pensiero continuo di riflessione su ogni cosa, tanto da invalidare la sua intera esistenza. A questo punto si rende conto, spesso anche spinto da altre persone, di non essere solo un gran pensatore, ma di avere un disturbo.

La tentata soluzione di queste persone è quella di cercare di controllare ogni cosa, fino a perdere il controllo di tutto; cercano di cacciare via i pensieri, li combattono, cercano di distrarsi e pensare ad altro o di parlare del proprio problema con parenti e conoscenti che, pensando che il modo migliore per aiutare sia ascoltare, sono pronti a rassicurarli e a tentare di proteggerli. Sebbene anche il lettore possa pensare che non ci sia niente di male nell’essere altruisti e nel voler tentare di aiutare persone con questo tipo di disturbo, spesso si dimentica che in realtà questo tipo di altruismo è insano, poiché si nutre della gratificazione derivante dal sentirsi una persona che aiuta. Non solo, in questi casi le rassicurazioni non aiutano, al contrario rappresentano l’alimentatore del sistema patogeno poiché legittimano e assecondano il problema e, a lungo andare, perdono il loro potere rassicurante facendo ricorrere questi soggetti all’espletazione di rituali per placare l’ansia, trasformando il disturbo in ossessivo-compulsivo.

I tipi di controllo possono essere riferiti a sé (pensieri, emozioni, sensazioni), agli altri (relazione), al mondo (società, politica, ideologia, fede, credenze sociali); spesso il bisogno di controllo è così grande che vorrebbero cambiare gli altri e farli a loro immagine e somiglianza, come accade con i rivoluzionari (controllo sugli altri), i conformisti (controllo su di sé), i politici fanatici (controllo sul mondo), gli intolleranti (controllo sulle credenze sociali), i moralisti (controllo sulle sulla fede) e gli idealisti (controllo sulle ideologie).

Le immagini mentali, come le bestemmie o le frasi blasfeme, sono chiodi fissi, immagini ossessive che perseguitano e si propongono alla mente in maniera intrusiva, ben diverse dall’ossessione della spiegazione delle cose tipica della ruminazione iper-razionalizzante o dal blocco tra due possibilità di scelta proprio del dubbio patologico.

Un altro aspetto tipico degli ossessivi puri è l’“impulso aggressivo”. Gli “impulsi” aggressivi, non nel senso freudiano ma intesi come ideazione di particolari atti aggressivi, sono dei pensieri e delle voglie irrefrenabili di insultare le persone, uccidere i propri figli, compiere atti che nuocciano gli altri come dirottare un aereo o fermare un treno facendolo deragliare, buttare un fiammifero o una sigaretta in un luogo facilmente infiammabile, bestemmiare in chiesa, rubare la pistola ad un poliziotto e iniziare a sparare all’impazzata. Da questi impulsi scaturiscono dei sensi di colpa che convergono in misure precauzionali prese in virtù del dubbio di poter compiere questi orribili atti o di averli commessi involontariamente. Quando emergono questi dubbi si ricorre spesso a rituali di controllo o a richieste di rassicurazioni che trasformano il disturbo ossessivo puro in ossessivo-compulsivo.

Queste persone sono spesso dotate di una fervente intelligenza, il più delle volte hanno anche successo nella vita, ma ci sono delle cose che sfuggono al loro controllo e, di solito, sono queste cose che provocano loro un insuccesso e che li spingono a chiedere l’aiuto di uno psicoterapeuta. Di solito hanno successo negli affari in cui le cose vanno da sé, in cui non c’è bisogno di un controllo da parte loro; quando si trovano invece a ricoprire una posizione di leadership, che gli richiede di delegare e controllare, vanno in crisi. In genere i motivi sono due: o non riescono a delegare perché la loro ossessività li spinge a pensare di essere gli unici a poter svolgere il lavoro al meglio, oppure delegano ma poi controllano eccessivamente, seminando sfiducia e oppressione nei confronti dei loro collaboratori ostacolando l’emergere delle loro capacità.

Come già detto più volte in questa sede, siamo tutti un po’ ossessivi, la differenza sta nel grado di ossessività; sotto una certa soglia l’ossessività è funzionale, sopra una certa soglia è disfunzionale, le persone di successo sanno cavalcare questa soglia.

Dr. Giulio De Santis

PSICOLOGO – PSICOTERAPEUTA

Specialista in

PSICOTERAPIA BREVE STRATEGICA

Affiliato al CTS di Arezzo diretto dal Prof. Giorgio Nardone

Coordinatore CTS – Bologna

Riceve a: Milano, Bologna, San Benedetto del Tronto

Tel.: 3333763710 e-mail: desantisgiulio@gmail.com

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