Ma stai impazzendo? La tecnica del gaslighting – di Giulio De Santis, Psicologo a Milano, Bologna, San Benedetto del Tronto

Letteralmente il termine fa riferimento all’abbassamento della luce, uno dei metodi con i quali il protagonista dell’opera teatrale Gas Light del 1938 cerca di far impazzire la moglie. Il protagonista abbassa volontariamente l’intensità delle luci a gas e, quando la moglie glielo fa notare, lui nega subdolamente dichiarando che è tutto frutto della sua immaginazione. Molte persone mettono in atto queste tecniche volontariamente, molte altre lo fanno senza neanche accorgersene poiché è un’abitudine appresa in certi contesti familiari. Molto spesso questo comportamento porta le vittime a dubitare della propria coscienza e della propria consapevolezza, sviluppando una insicurezza di fondo che fa letteralmente “sgretolare” la loro personalità fino ad accettare di essere ricoverate o ad assumere psicofarmaci. Gli esempi possono essere migliaia, si può accusare la vittima di non ricordare una cosa che in realtà non è mai accaduta, o di non ricordare delle parole che in realtà non sono state mai pronunciate. È una forma di violenza psicologica che rientra tra le tecniche di mobbing tra colleghi di lavoro, ambienti in cui l’”effetto folla” provoca una diffusione di responsabilità che porta gli aguzzini ad eliminare il senso di colpa derivante dai loro comportamenti per il semplice fatto che sono condivisi dai loro colleghi contro il nemico comune che, si sa, è un grande aggregante. Ovviamente a tutto ciò va aggiunto, come spiegato nell’articolo Paranoia e manie di persecuzione che spesso tale dinamica viene stimolata dalla vittima stessa comportandosi “come se” le persone intorno ce l’avessero con lei, alimentando un circolo vizioso di cui non si conosce l’origine ma del quale si conosce l’evoluzione. Dopotutto, si sa, nella paranoia c’è sempre un fondo di verità…

Spesso i genitori utilizzano questo tipo di comportamento con i figli per evitare di spiegare cose scomode o per fuggire dall’imbarazzo di certe situazioni che non si sanno gestire, senza contare che i bambini sanno intuire le bugie; questo li porta a crescere con un certo spirito di diffidenza nei confronti degli altri che li farà diventare dei potenziali aguzzini o delle potenziali vittime, trasmettendo il “gene” di questa tendenza alla famiglia che costruirà, nonché nei luoghi che frequenterà, dove troverà persone che, a loro volta, si divertiranno a fare le vittime o gli aguzzini costruendo una complementarietà patologica. Questa piccola analisi, che non ha la pretesa di essere una spiegazione scientifica né una verità assoluta, credo sia utile per riflettere sulla genesi dei meccanismi che portano le persone ad avere una tendenza alla Paranoia disturbo di cui poco si sa e poco si scrive, ma che risulta essere uno dei più grandi mali dei nostri tempi. Prevenire questi comportamenti è più che mai importante per una sana relazione non solo all’interno della famiglia e dei luoghi di lavoro, ma anche della relazione di coppia e con gli altri in generale.

Dr. Giulio De Santis

PSICOLOGO – PSICOTERAPEUTA

Specialista in

PSICOTERAPIA BREVE STRATEGICA

Affiliato al CTS di Arezzo diretto dal Prof. Giorgio Nardone

Coordinatore CTS – Bologna

riceve a Milano, Bologna, San Benedetto del Tronto

Tel.: 3333763710 e-mail: desantisgiulio@gmail.com

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