L’ossessione per gli altri di Giulio De Santis, psicologo a Milano, Bologna, San Benedetto del Tronto

Questo è il caso che più si avvicina alla definizione di paranoia della psichiatria classica, ovvero la convinzione, da parte di tali persone, che nel presente ci sia qualcuno che complotta contro di loro. In questo caso i “nemici”, il più delle volte, sono gli altri; spesso tali persone hanno delle manie di grandezza perché credono di essere sempre al centro dei pensieri degli altri, tanto da essere convinti che tutti tramino e complottino verso di loro, spendono la loro vita a pensare a cosa gli altri stanno pensando di loro e a come stiano tentando di “fregarlo”. Sono sempre sull’attenti, attraversati da un’ansia costante che li rende molto irrequieti e spesso aggressivi, oppure, nell’accezione narcisistica, hanno una considerazione di loro stessi talmente grande che si stupiscono del fatto che una persona non provi la stessa considerazione nei loro confronti e si cullano nell’ozio aspettando che gli altri e il mondo riconoscano le loro qualità eccelse. Spesso però sono pervasi dalla convinzione che gli altri siano colpevoli di quello che fanno verso di loro poiché congiurano, per questo si difendono.

Possono essere paranoici nei confronti del mondo perché il sistema non funziona come vorrebbero, spesso da queste idee nascono i gruppi di fanatici che, uniti da un nemico comune, si fanno forza l’un l’altro tramite rituali di aggressione che cristallizzano le credenze e creano un meccanismo di diffusione della responsabilità che li spinge a fare atti efferati o ad arrivare addirittura al martirio: un esempio sono le sette terroristiche. A questo proposito, già Voltaire sosteneva che “ogni setta, di qualunque genere sia, è uno schieramento del dubbio e dell’errore.”

In questa classificazione rientrano anche coloro che hanno paura di essere rifiutati, per cui si comportano come se lo fossero davvero, evitando di socializzare con gli altri e affrontando la vita con un atteggiamento passivo e remissivo. La loro evidente predisposizione ad evitare situazioni in cui potrebbero essere rifiutati e giudicati rafforza la loro credenza e, laddove non possono evitare, provoca reazioni di particolare ansia. Le relazioni con l’altro sesso sono rare o inesistenti e la certezza di non essere all’altezza impedisce loro di relazionarsi agli altri in maniera soddisfacente.

Parallelamente si collocano anche coloro che hanno paura di essere giudicati, quelle persone che sono costantemente in ansia per la convinzione che gli altri li stiano mettendo alla prova e li stiano valutando in base al loro comportamento, intenti a capire se rifiutarli o no. A differenza di coloro che sono sicuri di essere rifiutati, loro hanno la convinzione di non essere all’altezza, a volte combattono e si mettono alla prova, sviluppando una vera e propria ansia da performance; il loro temuto dubbio li mette costantemente in situazioni in cui gli altri li giudicano inevitabilmente come persone poco affidabili poiché costantemente in ansia ed irrequieti.

Dr. Giulio De Santis

PSICOLOGO – PSICOTERAPEUTA

Specialista in

PSICOTERAPIA BREVE STRATEGICA

Affiliato al CTS di Arezzo diretto dal Prof. Giorgio Nardone

Coordinatore CTS – Bologna

Riceve a: Milano, Bologna, San Benedetto del Tronto

Tel.: 3333763710 e-mail: desantisgiulio@gmail.com

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