Karl Popper: il dubbio metodologico di Giulio De Santis – Psicologo Milano – Bologna – San Benedetto del Tronto

karl_popperKarl Popper: il dubbio metodologico

Tra i pensatori che si sono occupati della verità Karl Popper va annoverato come colui che più ha cercato di dimostrarla tramite un ossessionato tentativo di controllo dell’esperienza per mezzo del criterio di falsificabilità, mettendo in dubbio ogni ipotesi su di essa. Un sistema empirico deve perciò, secondo lui, poter essere confutato dall’esperienza, tutto ciò che è impossibile confutare non può essere considerato come una asserzione empirica. In questo caso il dubbio è uno strumento che permette di scalfire il confutabile dando risalto a tutto ciò che ha più possibilità di entrare in conflitto con asserzioni di tipo singolare, come una specie di lotta alla sopravvivenza tra sistemi che debbano risultare più adatti.

Nella sua “Logica della scoperta scientifica” (Popper, K., logica della scoperta scientifica, einaudi, 1970), Popper spiega come l’unica obiezione giusta al suo metodo sia quella che vede l’impossibilità, da parte di un sistema, di essere falsificato in modo conclusivo; tuttavia egli ritiene che questa critica non necessita il ritiro della sua proposta di adottare la falsificabilità come criterio di demarcazione poiché ciò che caratterizza il metodo empirico altro non è che la maniera in cui esso espone alla falsificazione il sistema che si deve controllare.

A questo punto si iniziò a discutere su quello che passò alla storia dell’epistemologia come il trilemma di Fries (Fries, j. f., neue oder anthropogische kritik der vernunft, nuova critica antropologica della ragione, 1828-31): se è impossibile accettare le asserzioni della scienza dogmaticamente e bisogna essere in grado di giustificarle e se tali giustificazioni sono basate sul senso logico, si deve ammettere che le asserzioni possono essere giustificate solo da altre asserzioni giungendo così ad un regresso all’infinito. Se si vuole evitare il dogmatismo e il regresso all’infinito, la terza possibilità sarebbe lo psicologismo, secondo cui le asserzioni possono essere giustificate anche dall’esperienza percettiva. In questo trilemma, Fries optò per lo psicologismo poiché riteneva che nell’esperienza sensibile si ha una conoscenza immediata grazie alla quale si può giustificare la nostra conoscenza mediata. Ci si potrebbe dunque limitare a descrivere solo tale conoscenza percettiva, le quali verità fuggono al dubbio poiché  convinzioni sine medio.

Per capire invece la soluzione di Popper al trilemma bisogna prima prendere in considerazione ciò che egli chiama “asserzioni-base”: esse sono asserzioni che si utilizzano per corroborare le ipotesi falsificanti e che si decide di accettare come punto di arrivo di ogni controllo su di una teoria. Se non si decide di accettare un’asserzione-base o se non si perviene ad essa, tale controllo non conduce da alcuna parte. Logicamente, però, è impossibile accettare di arrestarsi ad una asserzione-base o rinunciare al controllo poiché qualsiasi asserzione-base può essere controllata attraverso un’altra asserzione-base dedotta da essa, bollando tale procedura come inarrestabilmente priva di termine naturale. La soluzione, o il problema, è la scelta di arrestarsi in un punto nel quale ci si può ritenere soddisfatti e il più delle volte ci si ritiene soddisfatti al raggiungimento di asserzioni facili da controllare. Tali asserzioni possono essere considerate dogmi in quanto passibili di un’accettazione basata su di un soddisfacimento che eviti lo stimolo ad ulteriori tentativi di controllo. Questo dogmatismo, secondo lui, è innocuo poiché non si tratta di dogmi bensì di asserzioni sottoponibili ad ulteriori controlli in una regressione all’infinito che sarebbe anch’essa innocua. Pertanto il soddisfacimento, direttamente connesso con le esperienze percettive, porrebbe a favore dello psicologismo, ma è anche vero che esse non hanno un ruolo attivo nella giustificazione delle asserzioni base, semplicemente le motivano.

L’accettazione o il rifiuto delle asserzioni-base dipende solo ed esclusivamente da meccanismi di scelta e decisione basati sul grado di utilità delle asserzioni-base.

Popper cercò di misurare così il grado di falsificabilità delle asserzioni in base a tre definizioni riportate nella sua “logica della scoperta scientifica”:

1- Si dice che un’asserzione è falsificabile “in più alto grado” o “meglio controllabile” di un’altra se e solo se la classe dei potenziali falsificatori dell’una include la classe dei falsificatori dell’altra;

2- Se le classi dei potenziali falsificatori delle due asserzioni sono identiche, allora hanno il medesimo grado di falsificabilità

3- Se nessuna delle due classi di potenziali classificatori delle due asserzioni include l’altra come sottoclasse propria, allora le due asserzioni hanno gradi di falsificabilità non confrontabili;

Questa appare un’altra prova al fatto che non esistono risposte intelligenti a domande “stupide”, poiché le classi dei potenziali falsificatori di tutte le asserzioni tautologiche e metafisiche sono vuote; pertanto, secondo la 2, esse sono identiche. Poiché le classi vuote sono sottoclassi di tutte le classi, la definizione 1 ci dice che non esiste un più alto grado di falsificazione tra le due teorie (o le due domande); per lo stesso motivo la definizione 3, infine, suggerisce che le due asserzioni sono inconfrontabili.

Appare dunque evidente come, secondo Popper (“logica della scoperta scientifica”), la base empirica delle scienze oggettive non abbia in sé nulla di assoluto, infatti la metafisica è impossibile come scienza perché, anche se l’assoluto potesse essere realmente esperito e sentito intuitivamente, sarebbe impossibile esprimerlo in parole poiché “quando l’anima parla, ahimè, l’anima non parla più” (Reininger das psycho-physische problem (il problema psicofisico 1916 p.29).

Dr. Giulio De Santis

PSICOLOGO – PSICOTERAPEUTA

Specialista in

PSICOTERAPIA BREVE STRATEGICA

Affiliato al CTS di Arezzo diretto dal Prof. Giorgio Nardone

Coordinatore CTS – Bologna

Riceve a: Milano, Bologna, San Benedetto del Tronto

Tel.: 3333763710 e-mail: desantisgiulio@gmail.com

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